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Le Storie Raccontate nella Bibbia, la Vocazione Cristiana e l'Esperienza Francescana.

 

Sommario

I. La Vocazione nella Bibbia

I.1. La vocazione come evento della storia della salvezza

I.2. Il progetto di Dio come missione tra servizio e conversione

II. La Vocazione nell'Antico Testamento

II.1. La vocazione di Abramo

II.2. La vocazione di Geremia

III. La Vocazione nel Nuovo Testamemto

III.1. La vocazione di Maria

III.2. La vocazione di Paolo

IV. La Vocazione nella Vita della Chiesa

IV.1. La vocazione cristiana

IV.2. L'esperienza francescana

 


I. LA VOCAZIONE NELLA BIBBIA

 

I.1. La vocazione come evento della storia della salvezza

      La vocazione nella Bibbia è una tematica che può essere presentata attraverso le storie dei personaggi che Dio coinvolge in modo speciale nella storia della salvezza; la metodologia da approntare, invece, potrebbe essere costituita dallo studio dei racconti di vocazione.

      La parola vocazione significa chiamata: si tratta, però, di una parola che viene usata soprattutto per esprimere un evento che riguarda Dio e l'uomo. La vocazione è, infatti, la chiamata di un uomo da parte di Dio, mediante la quale Dio coinvolge l'uomo in una missione, per il cui compimento l'uomo diventa strumento di Dio. La risposta dell'uomo alla chiamata di Dio costituirebbe la realizzazione del progetto salvifico di Dio.

      Inoltre, la chiamata di Dio e la risposta dell'uomo determinano la relazione tra Dio e l'uomo. Questa relazione può essere indicata con il termine vocazione. La vocazione, infatti, è un evento che consiste nella chiamata di Dio e nella risposta dell'uomo.

      L'intervento di Dio fa della storia dell'uomo una storia di salvezza: nelle varie circostanze della vita dell'uomo Dio si manifesta per offrire all'uomo le motivazioni per rimanere nella sua grazia. Il desiderio e la volontà dell'uomo di corrispondere all'amore di Dio costituiscono non soltanto le componenti dell'incontro con Gesù e della sequela di Gesù alle origini della relazione con Dio, ma anche il suo perenne svolgersi.

I.2. Il progetto di Dio come missione tra servizio e conversione

      La risposta dell'uomo alla chiamata di Dio può comportare, però, un'obiezione rispetto alla manifestazione della volontà di Dio, in quanto l'uomo potrebbe non ritenersi degno o pronto di accogliere il progetto di Dio. Tuttavia, Dio aiuta l'uomo a superare il suo limite dandogli un segno, mediante il quale l'uomo viene incoraggiato ad accogliere la vocazione che il Signore gli dona.

      Mediante il dono della vocazione Dio chiama l'uomo a compiere una missione, la quale è in ultima istanza finalizzata alla salvezza, per questo si tratta di un evento che coinvolge l'uomo in una storia di salvezza. Questa esperienza della relazione tra Dio e l'uomo scaturisce dall'accoglienza del progetto di Dio e determina sia il servizio che l'uomo può svolgere per l'edificazione del regno di Dio, sia il suo costante impegno per la conversione.


II. LA VOCAZIONE NELL'ANTICO TESTAMENTO

 

II.1. La vocazione di Abramo

      Abramo è chiamato da Dio a essere padre di una numerosa discendenza, dalla quale scaturirà il popolo, a cui Dio consegnerà la terra della promessa (cf. Gen 12,1-9). Una caratteristica della vocazione di Abramo che si evince dal racconto della sua vocazione è la risposta alla chiamata divina: egli si dispone immediatamente a eseguire la proposta del Signore, il quale gli chiede di compiere un lungo viaggio lasciando la terra delle sue origini.

II.2. La vocazione di Geremia

      La chiamata profetica di Geremia non ha precedenti nella storia biblica: la profezia divina è intessuta tanto nella storia del popolo, quanto nella vicenda personale del profeta (cf. Ger 1,1-3; Ger 1,4-19). Geremia viene costituito profeta suo malgrado: il racconto della sua vocazione si snoda tra il bisogno di poesia, tipico del suo temperamento giovanile, ma assecondato dal progetto divino, e le esigenze di una storia politica compromessa, tipica della sua epoca, davanti alla quale Dio risponde mandando Geremia ad annunciare la parola di Dio.


III. LA VOCAZIONE NEL NUOVO TESTAMENTO

 

III.1. La vocazione di Maria

      Il racconto dell'annuncio della nascita di Gesù presentato dall'Evangelista Luca può essere considerato come il racconto della vocazione di Maria (cf. Lc 1,26-38): infatti, in esso sono riscontrabili tutti quegli elementi che caratterizzano il genere letterario della vocazione (chiamata, risposta, obiezione, segno, etc.). Tra gli aspetti più interessanti di questo evento vocazionale che riguarda la Beata Vergine Maria si può sottolineare la rassicurazione divina rivolta a lei dall'angelo del Signore all'inizio del racconto: attraverso queste parole Dio prepara la persona chiamata ad accogliere una missione che compirà il progetto divino.

III.2. La vocazione di Paolo

      La vocazione dell'Apostolo Paolo è indiscutibilmente legata alla sua conversione (cf. At 9,1-22): questa caratteristica pone in evidenza la finalità salvifica che motiva l'intervento di Dio nella storia degli uomini. Il racconto della vocazione di Paolo disegna un cammino battesimale esemplare, nel quale il suo personale incontro con Dio si intreccia con la necessità della mediazione umana che Dio stesso dispone per aiutare Paolo a discernere il progetto di Dio, unitamente alla necessità che questo evento riguardi anche la vita della comunità credente, la quale inizia a diventare Chiesa attraverso l'annuncio del Vangelo.


IV. LA VOCAZIONE NELLA VITA DELLA CHIESA

 

IV.1. La vocazione cristiana

      La vocazione cristiana è essenzialmente la via che conduce alla salvezza, la vita in Cristo, la vita nello Spirito Santo (cf. CCC 1696-1698): la vocazione dell'uomo secondo la religione cattolica determina un'esistenza umana, nella quale la dignità dell'uomo ha la sua radice nella creazione modellata da Dio Padre e Creatore dell'universo, secondo la quale l'uomo è imprescindibilmente compreso come immagine e somiglianza di Dio.

      Alla luce del mistero pasquale di Gesù e mediante l'effusione dello Spirito Santo tutti i credenti sono chiamati a vivere le beatitudini, le quali modellano un destino riconoscibile nel paradosso dell'esperienza stessa di Gesù (cf. CCC 1716-1717). Per questo la sequela di Gesù propone l'assunzione della croce di Cristo, come presupposto, e dell'amore reciproco, dal quale si esplicitano tutte le priorità dell'amore fraterno.

IV.2. L'esperienza francescana

      L'esprienza francescana si configura nella storia della Chiesa come un'esperienza autenticamente cristiana, perché radicata negli insegnamenti del Vangelo accolti come via della relazione con Dio, come regola di vita, come possibilità di amare l'uomo e tutte le creature splasmate dall'Onnipotente nella fraternità universale e cosmica.

      Tra i momenti più significativi del percorso vocazionale di Francesco d'Assisi si possono menzionare l'esperienza dell'ascolto della voce del Signore mediante la contemplazione del Crocifisso di san Damiano (cf. FF 593: 2Cel) e l'ascolto della parola di Dio durante la proclamazione liturgica del Vangelo in una celebrazione eucaristica alla Porziuncola (cf. FF 1427: 3Comp): eventi che hanno segnato il cammino del giovane Francesco; eventi dai quali egli ha imparato a comprendere progressivamente il progetto di Dio, la missione che egli ha compiuto diventando conforme a Cristo.

 

Preghiera Vocazionale

      O Padre, donaci la tua grazia attraverso lo Spirito Santo, effuso mediante il mistero pasquale del tuo figlio, Gesù, Cristo, nostro Signore. Aiutaci a considerare la nostra vita come una vocazione, secondo la quale l'esistenza dell'uomo consiste nel realizzare una missione che è il tuo progetto di salvezza. Amen.

 

Raffaele Petti, OFM