Terremoti e restauri

La storia della Chiesa di San Francesco iniziò presto ad essere segnata da eventi distruttivi, seguiti da restauri e ricostruzioni, portate avanti dai frati sempre con il sostegno della Città.

Gli eventi distruttivi
Il 5 giugno 1688, sabato di Pentecoste, alle ore 19 un terremoto fece crollare la grande icona posta sull'altare maggiore e il soffitto del coro diurno, adorno di affreschi e stuccato con fogliame e cornici in oro.
Si salvarono dalla distruzione la statua dell'Immacolata Concezione e quelle di San Francesco e Sant’Antonio. Nel 1692 furono iniziati i lavori di riparazione, vanificati subito dal sisma del 1694 che provocò gravi crolli e una vittima tra i frati.

Altri sismi si verificarono negli anni 1732, 1805 e 1857 arrecando danni al campanile, al convento, alle strutture interne della chiesa nonché alle numerose e splendide opere d'arte in essa contenute; la sollecitudine delle istituzioni e della popolazione sostenne ancora una pronta riparazione dei danni, tanto che il 21 agosto del 1864 fu indetta dal sindaco una cerimonia solenne che celebrava la riapertura al culto del sacro tempio che aveva riacquistato finalmente la sua sontuosa bellezza.

Durante la Seconda guerra mondiale, la chiesa sfiora ancora una volta la distruzione totale. Alle ore 11.45 dell'11 settembre 1943, obici della flotta anglo-americana che proteggeva lo sbarco delle truppe alleate nella piana di Salerno, colpirono in pieno l’edificio vanificando il prezioso lavoro di ristrutturazione del secolo precedente.
Disastrati il campanile e la parte superiore della facciata, crollato il tetto con i cassettoni del soffitto incorniciati in legno dorato e i dipinti su tela raffiguranti Cristo, la Vergine, San Francesco e altri santi. Distrutte le pareti della navata centrale, affrescate nel 1634, e la maggior parte dei pilastri, delle voltine e degli altarini delle navate laterali, insieme con le lapidi sepolcrali e il grande organo; stessa sorte toccò al tetto e ai quadri del soffitto del transetto.

Ancora una volta si diede inizio, con tenacia e fede incrollabile, ai nuovi lavori di ricostruzione, finanziati questa volta dal genio civile di Salerno. Venne restituita al sacro tempio la sontuosità architettonica, ma non certo la pienezza dei tesori d'arte. Venne ricostruita la facciata in granito e travertino, e nel 1959 la chiesa si arricchì del nuovo grandioso organo Tamburini di cinquemila canne.

Il 23 novembre 1980, un devastante terremoto arreca gravi danni al complesso della chiesa e del convento. Il crollo travolge interamente le navate, risparmiando miracolosamente la facciata, che resta in piedi, quasi a nascondere il triste spettacolo delle rovine. Si conservano, sia pur con gravi lesioni, il presbiterio, l’abside e la sacrestia, con i dipinti e le opere d’arte in essi conservati, tra cui le cinquecentesche statue di San Francesco e Sant’Antonio, ancora una volta miracolosamente intatte. [guarda le foto]

La ricostruzione
Dopo lunghi anni in cui si effettuano solo piccoli interventi conservativi dei resti, finalmente un evento segna l’inizio del lungo cammino verso la ricostruzione, durato tredici anni: il 17 febbraio 1996 giungono, con un solenne pellegrinaggio da Padova, le Reliquie di Sant’Antonio.

Viene formulato un voto: a ricostruzione avvenuta, i frati e i fedeli si recheranno in pellegrinaggio ad Assisi con le antiche statue dei santi Francesco e Antonio.

Parte così la lunga opera, portata avanti con fatica, entusiasmo e tenacia, sempre grazie alla Divina Provvidenza, che ha guidato il lavoro dei frati, sostenuti ancora una volta dal popolo dai fedeli.

Nel 1998 si porta a termine la ricostruzione del transetto, seguita un anno dopo dal restauro del campanile, con il recupero della campana risalente al 1538, nata secondo la tradizione dalla fusione di una statua bronzea di san Francesco rinvenuta durante gli scavi delle fondamenta nel 1500.

Nel 2000 parte il progetto per la realizzazione della Cripta e della Chiesa inferiore, ubicati nelle fondamenta delle Chiesa superiore: le nuove opere sono inaugurate nel 2004.

Infine si intraprende la complessa riedificazione delle navate della Chiesa superiore, e si completa il restauro della cinquecentesca sacrestia.

Il 7 maggio 2009 il pellegrinaggio a Santa Maria degli Angeli in Assisi scioglie il voto.

Il 14 marzo 2009 la Chiesa di San Francesco e sant’Antonio è aperta ai fedeli e dichiarata Santuario della Risurrezione dal Ministro Generale dell'Ordine dei Frati Minori, padre José Rodriguez Carballo.

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